PISTOIASETTE

Nuovo stadio e green sì o no? Sul tema l'intervento di alcuni esponenti della maggioranza in Consiglio

  • CRONACA
  • 08:30, 28/11/22
  • di Alberto Maria Cambuli

Lo stadio è certamente un tema centrale soprattutto per i banchi della maggioranza, dove il futuro del Melani potrebbe divenire motivo di vanto per l’attuale Amministrazione, consentendo altresì al Comune di potersi slegare da un ingente drenaggio di risorse pubbliche. Per tornare infatti a fruire di tutta la struttura ci vorrà un investimento molto importante, che difficilmente potrà essere eseguito dall’Amministrazione. Non dimentichiamoci infatti che i lavori che hanno riguardato la sola Curva Nord e la Tribuna hanno gravato sulle casse comunali per circa un milione e trecentomila euro. Dati che impressionano, soprattutto se si pensa che il Melani continuerà in futuro a vedere la gradinata inaccessibile e frazioni dei settori già citati. È tema bollente quindi quello che riguarda lo stadio Marcello Melani di Pistoia e la maggioranza ne è pienamente consapevole e quindi chiamata in prima linea a prendere in considerazione una progettualità a lungo termine dell’impianto prospettivamente più capiente di Pistoia. Pistoiasette.net è andata quindi a trovare due rappresentanti della maggioranza cittadina: Francesco Pelagalli, Capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, e Luca Cipriani, Consigliere Comunale di ‘Ale Tomasi Sindaco’ e membro della Commissione IV della promozione sportiva.

Francesco Pelagalli ha fin da subito messo le cose in chiaro, facendo capire fin da subito quali siano i punti imprescindibili per il futuro del Melani secondo la linea dettata dalla maggioranza: “Sicuramente il progetto stadio potrà essere realizzato solamente se ci sarà un investimento da parte di privati. Il Comune sarà chiamato a fare la sua parte in termini di pianificazione e revisione anche dal punto di vista urbanistico. Il momento è ora perché il piano operativo comunale è alle porte e dobbiamo decidere il prima possibile cosa fare della città e del suo futuro. Ad oggi, salvo qualche sporadica presentazione di alcuni gruppi che sono arrivati con disegni e nulla più, non mi risulta ci siano altri tipi di interlocuzioni tecniche con i nostri uffici e i nostri assessorati. Ben venga l’investimento privato, anche perché lo stadio, ad oggi, ha drenato molte risorse per potersi mantenere in sicurezza, a seguito di interventi mancati negli anni. Oggi abbiamo una struttura funzionale per qualche anno ma con un potenziale che è quello di ospitare la Pistoiese e poco più, senza avere quindi la possibilità di essere usufruito per grandi eventi. Alcune zone sono chiuse da molti anni. Il nuovo stadio potrebbe essere un trampolino di lancio per tutto il quartiere perché, se ci fosse un investimento sull’impianto da privati, permetterebbe di sviluppare opere di urbanizzazione da parte dell’Amministrazione, per dare nuova linfa all’intero quadrante delle Casermette. Gli stadi moderni che conosciamo, quelli dei gruppi privati, nascono con un intento sportivo ma con altre previsioni: dai grandi eventi all’apparato commerciale. Non abbiamo pregiudizi sul nuovo stadio ma ad oggi non sono pervenute proposte concrete”.

Il Capogruppo di FdI inoltre chiarisce anche che l’Amministrazione non veda assolutamente un futuro diverso dello stadio, se non nell’area delle Casermette dove attualmente si trova: “Lo stadio, privati o no, rimarrà dove lo vediamo oggi per due motivi. Il primo riguarda il consumo del suolo che per noi deve essere pari a zero, bonificando l’area attuale con più verde; l’altro aspetto si allaccia ad una visione urbanistica, dove noi vediamo in quella zona una cittadella dello sport che abbiamo contribuito a rendere più moderna ed efficace già in questi anni. Non ci scordiamo infatti che la zona vanta l’area del tennis, il pallone del pattinaggio che abbiamo riportato a nuova vita tramite investimenti ingenti, e il Campo Scuola. Inoltre la conformazione della zona è adatta ad ospitare un impianto come lo stadio perché già predisposta al meglio, tramite i parcheggi e i vari punti di accesso dalla superstrada, senza dimenticarsi della vicinanza al centro stesso e ai viali”.

Infine Pelagalli spiega la visione avuta negli ultimi anni e quello che la Giunta Tomasi ha in mente per la zona dello stadio: “Le risorse, nel caso in cui lo stadio venga rilevato da privati, si sposterebbero su altri impianti come abbiamo già fatto in questi anni. Pensiamo ad esempio al palazzetto delle Fornaci e alle tante palestre scolastiche, che avevano innumerevoli problemi da risolvere, a partire dall’efficientamento antisismico e antincendio. Questo potrebbe essere auspicabile nel caso in cui la struttura venga presa in custodia da una società, una holding o un gruppo privato. Al contempo, se non avessimo investito risorse sullo stadio, avremmo fermato una città intera dal punto di vista sportivo perché, anche se avessimo in mente un progetto nel futuro, avremmo dovuto comunque spendere per mantenere aperto l’impianto. Gli interventi che abbiamo operato sono figli di richieste nate tutte insieme dalle commissioni tecniche e di sicurezza. Nei prossimi anni possiamo usufruire di uno spazio riportato a norma dal Comune, ma nel mentre cercheremo e ascolteremo ogni proposta possibile che ci arriverà sotto mano”.

È stato poi il Consigliere Luca Cipriani a chiarire le voci riguardante il progetto presentato a febbraio 2022 e che, oggi, naviga nel silenzio: "Il progetto presentato al Toscana Fair lo scorso febbraio non è altro che un disegno, niente di più, che i tecnici mi hanno detto non rispettare nemmeno le caratteristiche del quartiere. Da febbraio poi non si sono più avute notizie. L'area commercializzabile si inserisce, nella mia visione, abbastanza male. L'opposizione parla di rilancio del quartiere ma in quella zona è presente il tennis, il campo di atletica, gli arcieri e lo stadio stesso. Questo prima poteva essere venduto a costo zero, ma oggi ci sarà un bando, come al palazzetto, perché il Comune ha investito somme ingenti in questi anni per tenere aperto il Melani. L'ex assessore Rosalia Billero ha rilasciato nei giorni scorsi una dichiarazione che richiamava i privati per l'acquisto e la salvezza stessa della struttura, ma lo vedo come uno slogan, senza avere le idee chiare e un giusto contesto di riferimento. Questo disegno appunto non rispecchia i parametri dell'area".

Il Consigliere ha anche precisato come non si sia andati avanti con le discussioni sul tema da febbraio 2022: "A livello politico non siamo tornati sull'argomento. Tuttavia non dimentichiamoci che questo disegno deve ancora pervenire in Regione, dove non mi risulta essere arrivato. Credo che ci siano ancora molte perplessità, in generale, sull'argomento".

Appare comunque evidente che lo stadio Melani abbia diverse problematiche strutturali che non ne permettano un utilizzo come dovrebbe avere una struttura così grande. Ecco il parere a riguardo di Luca Cipriani: "I lavori sono ancora in corso. Ci sono stati problemi e oggi stiamo cercando di risolverli affinché si possano svolgere eventi al suo interno. Se arriva un privato da fuori ben venga, a patto che lo faccia davvero per il bene della città. I progetti da fuori non vedono pregiudizi da parte nostra ma vogliamo essere certi che dietro ci sia un progetto serio e sostenibile nel futuro. Sicuramente un impianto a norma permetterebbe lo svolgimento di concerti, fiere e mille altre funzioni possibili. In più una struttura innovativa si calerebbe in una zona che ribolle di sport per le tante realtà che ci vivono intorno e potrebbe allora essere un’ulteriore spinta per incrementare il turismo sportivo pistoiese"

Per degli investimenti fatti, ce ne sono altri, meno appariscenti, che aspettano da tempo un intervento da parte del Comune. "L'Amministrazione è chiamata a fare delle scelte -ha iniziato il Consigliere Comunale- Ci sono altre aree sicuramente con problemi ma stiamo già intervenendo. Alcuni capannoni in città potranno essere disponibili nel futuro per creare nuovi impianti sportivi per Pistoia. Non scordiamoci appunto che abbiamo molte realtà in categorie di spicco, che noi siamo chiamati a tutelare ".

Alberto Maria Cambuli
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