PISTOIASETTE

I residenti esausti chiamano Mediaset a Vicofaro e scendono in piazza

  • CRONACA
  • 19:19, 24/11/22
  • di Alberto Maria Cambuli

I sostenitori di Don Biancalani presidiano il centro

Due schieramenti. Uno di fronte alla Chiesa di Vicofaro, l’altro di fronte la casa di un testimone impegnato con un’intervista alle telecamere di Rete 4. È proprio un confronto acceso quello che si è creato nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 24, di fronte alla chiesa del quartiere pistoiese, dove tanti hanno deciso di protestare contro o al contrario difendere il centro di accoglienza più discusso della Toscana. I sostenitori dell’operato di don Biancalani si sono presentati con striscioni di vicinanza al prete, chiedendo sostegno e interventi da parte delle Istituzioni, ecclesiastiche e non, chiamate in casua per la loro assenza ingiustificata nell’assistenza ai ragazzi rifugiati. Sul fronte opposto invece, durante l’intervista di Mediaset, si è schierata una ressa di molti membri del comitato di Vicofaro, nato nei giorni scorsi, proprio per chiedere lo sgombero della chiesa e il ritorno alla normalità dopo anni di aspri conflitti interni che hanno portato molti residenti all’esaurimento della pazienza. Una fazione "contro" l’altra, quel che è certo è che la situazione è arrivata ad un punto di tensione molto alto, forse uno dei più critici dall’inizio della "questione Vicofaro", dove si tornano a vedere due fronti pronti alla tenzone mettendoci la faccia. L’ordinanza di sgombero da parte del Comune di pochi giorni fa aveva già acceso una prima miccia dopo alcuni mesi di silenzio e apparente calma, escluso il continuo viavai di luci blu per controllare la zona o riportare la calma dopo alcuni eventi legati al centro di don Biancalani. I cittadini, da una parte dall’altra, non ne possono più di questa situazione e sono accomunati da una sempre più urgente chiarezza da parte delle istituzioni sul futuro del centro, della chiesa e dei ragazzi, perché il rischio è quello che un domani la bomba possa scoppiare, lasciando segni indelebili.

A testimonianza della preoccupante piega che sta prendendo la vicenda legata a don Biancalani e i suoi ragazzi ci sono le parole di GR, cittadino di Vicofaro e uno dei membri del nuovo comitato cittadino, il quale ha parlato così di quello che sta succedendo da anni vicino a casa sua: “Mi rendo conto che sia difficile capire cosa sia Vicofaro per chi non vive qui, questo a dir la verità è anche grazie all’utilizzo dei mass media da parte di don Biancalani. Lui infatti rilascia interviste a profusione ai giornali e alle televisioni senza contraddittorio. Questa sera invece noi siamo qui per far sentire la nostra voce e far capire a tutti quale sia la reale situazione di questo posto. Fino ad ora il parroco ha raccontato una realtà che non esiste su tanti aspetti. In primis è evidente come questo non sia un centro di accoglienza ma una chiesa dove tra i cento e i duecento profughi vivono in condizioni disumane, senza riscaldamento, luce e acqua potabile, con soli due bagni a disposizione. Questo fa sì che i bisogni canonici vengano espletati o nel giardino della canonica o all’aperto o ai giardini privati. La situazione igienico sanitaria all’interno della struttura infatti è spaventosa, non c’è niente di regolare o legale. Tutto ciò mette a serio rischio sia la salute dei dipendenti che degli ospiti. A questo si aggiunge un altro problema: ogni giorno arrivano nuove persone senza che se ne conosca l’identità. Alcuni di questi ragazzi hanno gravi problemi psichici e nessuno li segue perché qui non esiste alcuna assistenza, soltanto saltuariamente arriva il prete durante il giorno, mentre di notte sono abbandonati a sé stessi”.

E le istituzioni? Staranno facendo la loro parte? La risposta è abbastanza scontata ma nel dettaglio GR sintetizza così: “Nessuno sta facendo quello che dovrebbe. L’ultimo atto ufficiale, escluso l’ultimo del Sindaco, risale al 7 ottobre 2020, sotto la firma dell’ex Presidente della Regione Enrico Rossi, con l’ordinanza di decongestionamento della struttura. Purtroppo tutto ciò non ha avuto seguito con l’introduzione del nuovo Governo, dove il nuovo Presidente ha mostrato grande disinteresse sul tema. Vicofaro sta diventando una bomba che rischia di esplodere molto presto. Don Biancalani in questi anni è stato bravissimo a manipolare l’informazione, facendo credere che noi residenti fossimo orientati politicamente. Questa è una falsità perché le persone esauste di questo quartiere hanno idee politiche diverse, sia di sinistra che di destra. Invece tutti quelli che non sono d’accordo con l’operato di don Biancalani vengono etichettati come fascisti o razzisti. Questa è un’assurdità. L’unica cosa che noi vogliamo è che sia ripristinata la legalità e che sia eseguita l’ordinanza di Rossi, perché anche lui si era accorto che tutto quello che stiamo vivendo non poteva essere sostenibile”. Dall’altra parte invece i sostenitori di don Biancalani non si tirano indietro di fronte all’evidenza di una condizione precaria delle condizioni in cui vivono gli ospiti della struttura, però puntano il dito contro l’Amministrazione Comunale, rea di non essersi fatta carico del problema e aver chiuso entrambi gli occhi di fronte ad una difficoltà nella gestione di tanti nuovi arrivi a Vicofaro, e la Diocesi. Queste infatti sono le parole che Pistoiasette.net ha rilevato a MG, tra le fila dei sostenitori di don Biancalani: “Se le situazioni non si gestiscono bene poi si arriva a questo grado di tensione. Il Comune e le istituzioni religiose si sono disinteressate della questione e dell’operato del prete. I problemi ci sono perché mettere a dormire cento persone in una chiesa non è una situazione semplice per nessuno. A don Biancalani serve assistenza perché i volontari che ci sono ora non bastano e servono anche materiali come coperte, vestiti e quant’altro. Non scordiamoci comunque che se queste persone fossero in strada sarebbe una situazione peggiore per tutti perché questi ragazzi sarebbero abbandonati a loro stessi. Qui chiaramente manca un intervento del Sindaco per risolvere una situazione difficile, oggi al limite”. 


Foto di Elena Meoni

copyright PistoiaSette.net

Alberto Maria Cambuli
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