PISTOIASETTE

Scuola a distanza, all’Istituto Pacini grande collaborazione e senso di responsabilità

  • CRONACA
  • 13:37, 26/04/20
  • di Giulia Baglini
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Intervista alla Prof.ssa Ginetta Fusaro, docente di matematica e animatrice digitale

 

PISTOIA - La nostra indagine sulla didattica a distanza continua: oggi ci occupiamo dell’Istituto “Filippo Pacini”, nato nel 1917 e intitolato al più illustre esponente della scuola medico-chirurgica pistoiese, attiva presso lo Spedale del Ceppo. L'Istituto occupa i locali della Fondazione Conservatorio S. Giovanni Battista, in Corso Gramsci. Il Conservatorio, nato per volere del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena nella seconda metà del ‘700, alla fine dell’‘800 aveva preso il nome di “Scuola Normale Superiore”, ospitando un convitto.

Attualmente la scuola possiede quattro indirizzi di studio: Liceo Scientifico (scienze applicate); Liceo Linguistico; il biennio Tecnico Economico (propedeutico al triennio di  Amministrazione Finanza e Marketing  oppure al triennio di Relazioni Internazionali per il Marketing); il corso di studi dedicato al Turismo, nato nel 2018.

Una storia importante, un lungo cammino che ha formato generazioni di studenti e degli spazi monumentali che in queste settimane non risuonano delle voci dei ragazzi e dei professori, temporaneamente collegati dalle proprie case, in una dimensione parallela in cui il mondo della scuola continua a rimanere coraggiosamente attivo.

Le attività didattiche a distanza sono state rese possibili grazie all’impegno di tutti i docenti, coordinati e supervisionati dalla dirigente scolastica, la Dott.ssa Ilaria Baroni e attivati digitalmente dalla Prof.ssa Ginetta Fusaro, docente di matematica in quattro classi del Liceo scientifico e in una quinta del Liceo Linguistico.

Ed è proprio a quest’ultima, in virtù del suo ruolo di animatrice digitale, che abbiamo rivolto le nostre domande

 

Professoressa, quali sono stati i passi fondamentali per rendere operativa questa nuova tipologia di didattica?

La situazione di grande emergenza ha portato fin da subito a un grande sforzo e a un forte impegno da parte di tutti. Con l'aiuto della preside e dei tecnici della scuola, ci siamo affidati a Google G Suite e abbiamo attivato delle classi virtuali, usando il registro elettronico. Inizialmente è stato necessario praticare una modalità asincrona, per formare i docenti con dei tutorial fatti da me e visibili a tutti.

Abbiamo aspettato qualche giorno perché tutti si potessero organizzare: è stato un test determinante per poter andare avanti, dato che abbiamo dovuto coordinare ben 62 classi. Per i docenti attivarsi è stato ed è faticoso e difficile, soprattutto per chi ha tante classi.

Altri docenti, che non erano abituati a queste tecnologie, hanno avuto bisogno di un impegno complementare per partire, ma adesso che ci siamo attivati stiamo lavorando in modo molto più sereno.

Inoltre, non tutti i professori avevano a disposizione i mezzi adeguati per seguire la didattica da casa: la scuola ha destinato loro dei computer nuovi e lo stesso è stato fatto anche per gli alunni che ne erano sprovvisti. Il nostro Istituto è riuscito ad acquisire 27 nuovi computer accedendo in parte al finanziamento messo a disposizione del Ministero e in massima parte utilizzando fondi propri della scuola.

I pc sono stati consegnati dalla Misericordia di Pistoia, evitando che fossero le famiglie a spostarsi.

 

Quanto tempo viene dedicato alla modalità sincrona, alle lezioni online vere e proprie?

Facciamo tre ore di videoconferenza al giorno e inoltre anche con i ragazzi utilizziamo una modalità asincrona, inviando del materiale didattico e ricevendo le prove da correggere.

Anche se le ore in modalità sincrona sono inferiori rispetto a quelle praticate in presenza, il tempo che si dedica ai ragazzi copre quasi tutta la giornata, festivi compresi. Posso tranquillamente dire che si lavora più che in classe: oltre alle ore di didattica frontale, nel pomeriggio siamo sempre noi professori ad aiutare i ragazzi e a rispondere alle loro richieste. Il risultato è che lavorano di più e studiano con continuità, in quanto si sentono appoggiati dal loro professore.

I ragazzi commentano le lezioni e ci contattano, anche tramite whatsapp. Pur non essendo una modalità istituzionale, ci è utile per poterli seguire costantemente.

Al di là dell’annuncio della Ministra Azzolina sul fatto che tutti gli studenti passeranno all’anno successivo, ho notato una maggiore collaborazione e un maggiore senso di responsabilità da parte dei ragazzi.

 

Premesso che un laboratorio non è un’attività riproducibile online, per gli indirizzi di studio in cui sono inserite attività laboratoriali è prevista una versione a distanza di questa parte della didattica?

Per il momento ci siamo concentrati sulla modalità sincrona, tramite la quale i docenti possono mostrare ai ragazzi dei video.

Segnalo il Progetto PhET dell'Università del Colorado, che mette a disposizione delle simulazioni interattive per le Scienze e la Matematica, oppure il laboratorio virtuale di fisica vascak.cz (qui la versione in italiano).

Tuttavia, abbiamo deciso di non aumentare troppo il lavoro, concentrandoci sul fatto che tutti abbiano le stesse possibilità: connettersi, entrare nella classe virtuale e riprodurre, per quanto possibile, la didattica frontale.

Siamo partiti il prima possibile in modalità sincrona perché sappiamo che i ragazzi hanno bisogno di essere seguiti e hanno bisogno di vederci.

Abbiamo due licei e un indirizzo tecnico commerciale, dove c’è qualche problema di attenzione in più. Non è escluso che, sentito il consiglio di classe, potrebbe essere fornito ad alcune classi un sostegno psicologico. Per ora non è mai mancato il continuo supporto della nostra preside, che invia periodicamente ai ragazzi dei videomessaggi e sente molto spesso i rappresentanti di istituto, oltre a collegarsi periodicamente con i capi dipartimento.

 

Come stanno andando le interrogazioni?

Con Google Meet possiamo avere tutta la classe sullo schermo e svolgere le interrogazioni, anche se dobbiamo superare le difficoltà date dal fatto che alcuni studenti non hanno la webcam. Con tutta la classe davanti c’è anche la possibilità che chi non è interrogato possa ripassare gli argomenti. Abbiamo fatto una rimodulazione del programma, mettendo in conto che qualche argomento potrebbe non essere trattato, ma almeno sappiamo che le cose fondamentali verranno portate a termine. Anche se i ragazzi fanno meno ore in classe, riescono comunque a svolgere il programma necessario, quello che serve per passare all'anno successivo.

 

Cosa pensa delle lezioni in presenza che potranno essere svolte in futuro, quando ancora l’emergenza sanitaria non sarà cessata?

Innanzitutto bene aver scartato l’ipotesi dei turni, perché ne sarebbe venuto fuori un orario comunque dimezzato.

Per quanto riguarda la nostra scuola, si tratta di un edificio antico, con aule piccole e dove è difficile garantire il distanziamento. Una soluzione potrebbe venire dalle aule della nostra succursale. Tuttavia, siamo ancora presi da questioni più urgenti: la scelta dei commissari per l’esame di Stato, che quest’anno saranno tutti interni (ad esclusione del presidente), il sistema con cui valutare gli alunni in tempi di didattica digitale, il modo in cui svolgere le verifiche (coordinandoci tra docenti per vedere di farle in parallelo). Non so se da Roma si rendono conto dell’impegno individuale dei professori.

Fino all’uscita del Decreto Scuola, per le quinte avevamo puntato sullo scritto: dopo che è stato reso noto che l’esame di Stato consisterà in un colloquio orale - che speriamo tutti avvenga in presenza - dovremo cambiare metodologia di verifica. Per le altre classi, noi matematici abbiamo pensato di fare delle verifiche a tempo, con tutti i ragazzi collegati e la webcam attivata. Lo stesso per le prove orali. Si tenta di utilizzare le stesse metodologie che erano usate in classe. Ogni 20 giorni facciamo un report alla preside sull’andamento della didattica. Possono crearsi delle situazioni informali con i ragazzi, ma noi cerchiamo di essere sempre professionali al massimo e di rendere vera la scuola come sempre, nonostante la lontananza.


Sulle lezioni svolte dai docenti del Pacini abbiamo sentito anche Pietro D’Ambrosio, studente al quinto anno dell’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing e rappresentante degli studenti.

“Dopo una parentesi iniziale, in cui c’è voluto tutto il tempo di capire il funzionamento di questa macchina tecnologica, devo dire che stiamo lavorando bene: dai contatti che ho con tutti i ragazzi della scuola e con tutti i rappresentanti delle classi, posso dire che non abbiamo riscontrato problemi. Laddove abbiamo ricoscontrato delle difficoltà, sono state subito risolte. Dopo la consegna dei computer agli studenti che ne erano sprovvisti, tutta la scuola è collegata e dispone di una buona connessione. Questo anche grazie ai gestori telefonici, che spesso hanno ampliato i giga gratuitamente.

Dopo le prime interrogazioni e i primi compiti a casa, abbiamo ricevuto una valutazione formativa che per ora non fa media. A breve avremo dei nuovi criteri di valutazione che serviranno per finire l’anno e compilare la pagella.

Le dichiarazioni della Ministra Azzolina non sono condivisibili in toto. Secondo me avrebbe potuto quantomeno aspettare la fine dell’anno, prima di dichiarare che tutti gli studenti sarebbero passati. Anche se c’era il rischio che i ragazzi delle prime o delle quarte, che non hanno l’esame di Stato, avrebbero potuto mollare tutto, non ho notizia di ragazzi che non hanno più frequentato le videolezioni, anche perché sono davvero tutti seguiti al massimo.

Per quanto riguarda la maturità, se venisse svolta in presenza, per la nostra scuola potremmo adattarci abbastanza bene grazie alla nostra succursale, dove ci sono classi capaci di contenere 25 studenti.

Naturalmente, sarà una gestione difficile quella della scuola post-emergenza: si tratterà di una macchina da mettere in moto, con procedure non facili da seguire, sia per noi che per il personale che lavora. Non sarà la solita routine: dopo ogni lezione, ci sarà da sanificare, da cambiare le mascherine. Alunni e professori dovranno venirsi incontro. Dobbiamo anche essere consapevoli che a giugno ci ritroveremo per la prima volta, dopo tre mesi in cui non ci siamo più visti. Anche se siamo rimasti attivi online, niente è paragonabile a una lezione in presenza”.

 

Giulia Baglini
Giulia Baglini
Scuola a distanza, all’Istituto Pacini grande collaborazione e senso di responsabilità
Scuola a distanza, all’Istituto Pacini grande collaborazione e senso di responsabilità
Scuola a distanza, all’Istituto Pacini grande collaborazione e senso di responsabilità