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Federalberghi, turismo: "Persi 118mila posti di lavoro stagionali, assunzioni calate del 30-40%"

  • CRONACA
  • 15:23, 26/06/20
  • di Redazione
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Nelle città d'arte aperte 3/4 strutture su 10, nelle località balneari 7 su 10

Federalberghi-Confcommercio ha svolto una ricerca nazionale e regionale sulla situazione delle attività ricettive nella fase di post-emergenza Covid 19.

Per quanto riguarda il contesto nazionale, le attività ricettive hanno subito uno stop forzato, dettato dall’emergenza sanitaria, che a marzo 2020 ha fatto crollare le presenze, sia degli ospiti stranieri (-92,3%) che di quelli italiani (-85,9%).

Con il mercato completamente fermo nei mesi centrali del lockdown, nel solo mese di maggio si sono persi 118mila posti di lavoro stagionali.

Per il 2020 le previsioni non sono positive: ci dovrebbe essere una perdita di oltre 300 milioni di presenze (-70% sul 2018) e un calo di fatturato per il settore di circa 16,5 miliardi (-70,3%).

Quanto al contesto regionale la situazione si divide tra città d’arte e località balneari.

Le strutture ricettive che sono riuscite a riaprire sono il 50%. Nelle città d’arte sono rimaste aperte 3/4 strutture su 10, nel migliore dei casi. Nelle località balneari i dati sono più incoraggianti, anche se sempre negativi: 7 su 10 le strutture che hanno riaperto.

Le presenze nelle attività ricettive si sono dimezzate rispetto al 2019, con il mercato quasi completamente italiano che ha subito un crollo del 90-95%. Il mercato estero rimarrà presumibilmente fermo fino al 15 luglio, perché fino a quella data i viaggiatori extra-continentali hanno l’obbligo di quarantena in Italia.

Nelle località balneari le assunzioni dei lavoratori stagionali sul 2019 sono diminuite del 30/40 %.

 

Redazione
Federalberghi, turismo:
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