PISTOIASETTE

Chiara e pura, l'acqua bene prezioso per la salute

  • CRONACA
  • 10:19, 12/11/20
  • di Stefano Niccoli
nella foto il fontanello di via Pordoi

Viaggio fra i fontanelli di Pistoia con uno sguardo sulla rete idrica




Viviamo un periodo in cui la salute è quotidianamente al centro dell’attenzione generale. E proprio in tema di salute vogliamo affrontare un argomento profondamente legato ad essa e ci riferiamo al nostro fabbisogno di acqua, alla necessità del nostro corpo di essere idratato. Lo sappiamo e risulta dalle statistiche nazionali che almeno la metà di noi italiani beve poco durante la giornata. Il quantitativo giornaliero di acqua che dovremmo assumere è di circa 2/2,5 litri (poi chiaramente il quantitativo  dipende anche da altri fattori: età, peso, stagioni e se stiamo facendo attività sportiva), mentre la maggior parte di noi non arriva neppure alla metà. Ma il problema oggigiorno non è solo legato alla quantità ma anche alla qualità dell’acqua che beviamo. Sappiamo che molti italiani provvedono al loro fabbisogno idrico alimentare attraverso gli acquisti di acqua in bottiglie di plastica nei vari punti vendita ad esso dedicato, ma sappiamo anche che molti di loro negli ultimi anni vi provvedono attraverso i nuovi punti di erogazione sparsi ormai in molti comuni e denominati fontanelli. Ed è a questo servizio oltre alla necessità di avere acqua buona per uso alimentare, che abbiamo voluto dedicare oggi la nostra attenzione. In Toscana a gestirli nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo è Publiacqua, la società affidataria della gestione del servizio idrico. Esaminiamo Pistoia. I fontanelli a disposizione dei cittadini sono in sei punti del territorio comunale:

- in via Boccardi a Pontelungo;

- in via Pisa a Bonelle;

in via di Vittorio a Bottegone;

- in via Antonini al Parco Monteoliveto;

al Giardino di via Pordoi;

in via Buzzati a Sant'Agostino.

Per parlare di acqua 'buona', della sua depurazione e altri temi legati ai fontanelli abbiamo intervistato Alessio Alessi, responsabile relazioni esterne di Publiacqua

In cosa consiste la depurazione dei fontanelli pubblici e che differenza c’è con quella delle aziende private? 

"I fontanelli Publiacqua hanno al loro interno una filtrazione su carbone attivo (utile a rimuovere il disinfettante presente nell’acqua dell’acquedotto. Questo migliora l’acqua dal punto di vista organolettico ma la rende anche più delicata e per questo consigliamo di prenderne piccole quantità e di consumarla entro pochi giorni), membrane di ultrafiltrazione (capace di operare filtrazioni macromolecolari, molecolari e ioniche), raggi ultravioletti (luci letali per i microorganismi). L’acqua viene poi refrigerata attraverso un gruppo frigo e, ormai in quasi tutti i fontanelli, è disponibile anche addizionata con CO2. Ogni fontanello è dotato di un sistema di ricircolo interno che evita ristagni. 

I nostri Fontanelli di Alta Qualità sono manutenuti e controllati quotidianamente dal nostro personale che li tratta alla stregua degli impianti di potabilizzazione. Il nostro fontanello nasce da un progetto di ingegnerizzazione del processo di trattamento volto a migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua che eroghiamo all'utenza mirato a mantenere un altro controllo della qualità e della sicurezza batteriologica della stessa. I nostri fontanelli vengono controllati h24 dal nostro centro telecontrollo che fa intervenire al bisogno personale tecnico specializzato. Un sistema che una ditta privata difficilmente può realizzare per le difficoltà di gestione, organizzazione ed il costo che comporta. Oltre a ciò mettiamo a disposizione il valore aggiunto del gran numero di controlli analitici che l'azienda ha nel suo protocollo di conduzione".

Da dove attingete l’acqua?

"Dal pubblico acquedotto e quindi da acqua già controllata, sicura e potabilizzata a monte".

Ogni quanto viene effettuata la manutenzione dei fontanelli pubblici?

"I nostri fontanelli di Alta Qualità sono tutti telecontrollati H24 e quindi ogni anomalia viene subito segnalata attraverso un “alert” che attiva l’intervento di un nostro operatore. In mancanza di guasti o anomalie particolari il fontanello viene sottoposto a controlli programmati la cui frequenza è quindicinale per un totale di circa 24 analisi/anno per ciascun punto di erogazione di acqua, liscia e gassata".

Quali sono i volumi di consumo?

"I consumi di ogni singolo fontanello sono diversi e dipendono dal luogo dove è installato, dall’utenza che ne fa utilizzo e variano nei diversi mesi dell’anno. Nella loro totalità i 101 fontanelli di Alta Qualità attualmente installati ed attivi sul territorio dei 45 Comuni dove Publiacqua gestisce il servizio idrico hanno erogato tra il 2015 e marzo 2020 oltre 225 milioni di litri di acqua con un risparmio per l’ambiente di circa 150 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri non prodotte, trasportate e smaltite (risparmiate quindi oltre 5.200 mila tonnellate di plastica e oltre 35 mila di CO2), e per le tasche delle famiglie del nostro territorio di oltre 50 milioni di euro dati dal mancato acquisto delle stesse bottiglie. I 6 fontanelli installati a Pistoia tra il gennaio 2019 ed il luglio 2020 (compresi i mesi di stop per il lockdown) hanno erogato ben oltre i 5 milioni di litri di acqua".

Per completezza d’informazione abbiamo contattato anche un’azienda privata di sistemi di depurazione domestica: la Logica Srls con sede a Firenze. L’intervistato è il responsabile Lorenzo Ciandella

“La differenza tra i fontanelli pubblici e i depuratori domestici? Noi utilizziamo principalmente un sistema di depurazione a osmosi inversa. Il fontanello è basato su un sistema di microfiltrazione. Vi è una pre-filtrazione, solitamente a sedimenti a carboni attivi che agiscono solo ed esclusivamente sui residui di sabbia, ruggine, alghe, tutto ciò che può essere in sospensione sull’acqua, oltre a cloro, coloranti, sapori e odori per quanto riguarda i filtri a carboni attivi. Qui finisce lo step d’infiltrazione del colonnino del fontanello pubblico. I nostri impianti, essendo ad osmosi inversa, abbattono anche gli eccessi di calcio, magnesio, metalli, arsenico. Hanno quindi un abbattimento maggiore. Di conseguenza si ha una depurazione ulteriore dell’acqua e si raggiungono livelli di conducibilità elettrica delle acque altamente depurative che, in termini di indicizzazione, vanno dai 20 microsiemens (una Sant’Anna per esempio) ai 130 microsiemens (Levissima). Sono acque che, al di sotto dei 130 microsiemens, non rilasciano residui nei reni".

Qual è stata la risposta dei clienti negli ultimi anni e durante la pandemia? 

"Dopo il primo lockdown abbiamo avuto una notevole impennata delle vendite. Utilizziamo sì il sito web e i social network, ma la nostra pubblicità si basa sul passa parola dei clienti. Da maggio a luglio l’incremento è stato del 30%. Il trend si è poi mantenuto. Io e il mio socio pensiamo che nelle persone, solitamente abituate a stare fuori ma costrette a lavorare in casa durante il lockdown, sia scattata una scintilla nei confronti dei depuratori domestici, considerando anche il volume della plastica consumata e la noia di stare in fila ai supermercati per comprare le bottiglie d’acqua". 

Cosa direbbe a un cliente per convincerlo a 'sposare' i vostri depuratori?

"Il pensiero comune, che riguarda soprattutto il periodo che siamo vivendo, è relativo all’inquinamento della plastica e alla salute. Non dimentichiamoci inoltre che cloro e arsenico, i due medicinali utilizzati per sanificare l’acqua dell’acquedotto, non ci fanno certo bene. E poi dobbiamo pensare all’utilizzo dell’acqua in termini globali: non serve solo per bere, ma anche – ad esempio – per cucinare. Il punto cardine, ripeto, è la salute”.

Affrontando il tema non potevamo far mancare la voce dell'Amministrazione Comunale tramite le parole dell'Assessore Bartolomei, che in merito alla rete idrica che alimenta i fontanelli e i rubinetti delle nostre case ci informa "I chilometri di rete idrica (escluso gli allacciamenti) di Pistoia sono circa 620. Ampie zone della città non sono ancora coperte dall’acquedotto, ad esempio la piana produttiva. Circa tremila famiglie di Pistoia non sono allacciate all’acquedotto pubblico. Da tre anni sono in corso lavori di estensione della rete idrica che raggiunge, fino adesso, 130-140 famiglie. Publiacqua provvede alle riparazioni. Gli interventi a Pistoia sono circa ottocento l’anno. Si tratta di un numero enorme - prosegue Bartolomei - che fa capire quanto le tubature siano vecchie. Negli ultimi tempi abbiamo cercato di far sostituire anche lunghi tratti d’acquedotto, ma servono anni. Alcune zone sono particolarmente deboli. La condizione degli acquedotti di via di Saturnana e di via Cason dei Giacomelli (sotto l’Ombrone) è particolarmente critica. Nel corso del 2020 abbiamo sostituito le tubature che  portano a Candeglia, mi riferisco a quelle di via Antonelli. Nel 2019 le perdite si attestavano intorno al 32%. E’ una percentuale alta. C’è ancora molto da lavorare". Insistendo sulla situazione della piana dove sono maggiormente concentrate le attività legate all'ortovivaismo l'assessore aggiunge: "La zona dei vivai? Alcune aree della piana produttiva, come dicevo prima, non sono allacciate all’acquedotto pubblico. Stiamo provvedendo con progetti mirati, facendo partecipare alla spesa anche i cittadini. Comune e Publiacqua pagano una percentuale del 40%, i pistoiesi del 20%. In questo modo cerchiamo di estendere la rete idrica”.

Stefano Niccoli
Stefano Niccoli
Chiara e pura, l'acqua bene prezioso per la salute
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