PISTOIASETTE

Il giorno in cui l'Europa ridisegnò il suo destino: la storia e le ragioni della sua rinascita

  • CRONACA
  • 12:48, 09/05/21
  • di Franco Giorgi

 

Si celebra oggi 9 maggio in Italia ed in tutta Europa la nascita dell’organizzazione che lega i Paesi aderenti alla Comunità in una alleanza politica ed economica che li vincola alla cooperazione e, che al momento della sua nascita aveva come obbiettivo primario evitare ogni forma di contrasto che potesse portare alla guerra, guerra che essendo da poco terminata era ancora viva nel ricordo di quei popoli per le enormi sofferenze che aveva loro causato. La prima prova di unità avviene nel 1950 con la storica dichiarazione di Schumann, avvenuta appunto il 9 maggio, sugli sviluppi di una intuizione dell’amico Jean Monnet, che ebbe l’idea di riunire le potenze industriali produttrici di acciaio. I governi di Francia e Germania, assieme a quelli di altri Paesi non avrebbero più dovuto occuparsi della gestione nella produzione del ferro e del carbone. La gestione di queste materie prime sarebbe invece stata controllata da persone appartenenti a tutti i paesi aderenti al progetto, che si sarebbero sedute attorno ad un tavolo per discutere in maniera collaborativa e unitaria le politiche comuni da attuare. In questo modo, la guerra tra loro, con grande probabilità, sarebbe stata resa impossibile. Il piano venne reso pubblico tramite annunciò in un importante discorso, avvenuto quindi il 9 maggio 1950, al Quai d'Orsay, sede del Ministero degli Esteri francese. Il discorso del politico francese convinse non solo i leader locali e tedeschi, ma anche quelli di Belgio, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Tutti questi decisero di riunire le loro industrie di carbone e acciaio e di formare un’associazione chiamata Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Tale organizzazione avrebbe operato per scopi pacifici e contribuito a far rinascere l’Europa dalle macerie della guerra. La Ceca fu istituita nel 1951. I sei paesi viaggiavano talmente d’accordo che ben presto decisero di procedere ad uno step successivo costituendo un’altra associazione, chiamata Comunità Economica Europea (CEE), che iniziò ad operare nel 1957. Il mercato comune non tardò molto a rendere più agevole la vita degli abitanti della Cee. Essi ebbero più potere d’acquisto, avendo più denaro da spendere, più prodotti per l’alimentazione e una quantità maggiore oltre che una superiore varietà di prodotti nei negozi. Gli altri Paesi se ne accorsero e negli anni Sessanta alcuni di questi iniziarono a chiedere l’ingresso nella Comunità. Dopo lunghi periodi di discussioni, Danimarca, Irlanda e Regno Unito vi aderirono. Eravamo nel 1973. Col giungere del 1981 venne il turno della Grecia, cui fecero seguito Portogallo e Spagna nel 1986, quindi  nel 1995 toccò ad Austria, Finlandia e Svezia. Adesso la Comunità poteva annoverare al proprio interno 15 membri. In poco tempo, la Comunità riuscì a darsi un così buon modello di integrazione che nel 1992 si decise di cambiarne il nome in “Unione europea”. Tutt’oggi l’UE ne conta ben 27. L’Europa ovviamente possiede la sua bandiera e il suo inno che si chiama: “Inno alla gioia”, ispirato e tratto dalla nona sinfonia di Beethoven. Tedesco è il testo originale, ma quando viene utilizzato come inno dei Paesi associati è privo di parole, a essere privilegiata nell’esecuzione è naturalmente solo la versione strumentale.

Franco Giorgi

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