PISTOIASETTE

La Costanza nel mondo di Gangi: da Siena al Togo, dalla fattoria ai campi di calcio

  • SPORT
  • 13:18, 30/03/22
  • di Chiara Capecchi

La vice capitano delle arancioni si racconta


La velocità con cui si raggiunge un obiettivo non è sempre importante e certamente non è indicativa né di una maggiore bravura né di una presunta superiorità: il tempo è relativo. Ognuno ha le proprie tempistiche e dunque non è né in anticipo né in ritardo, ma segue il proprio orologio ed è nel proprio tempo. Ciò che importa davvero è saper imparare ad ascoltarsi per trovare la propria dimensione, per fare ciò che si desidera impiegando tutta la tenacia e la dedizione possibili, perseverando nei propri scopi. Questo lo sa bene Costanza Gangi, vice capitano delle arancioni: “Non sono una persona molto veloce e di spicco a livello di corsa - ha raccontato la ragazza - punto più sulla tecnica che sulla velocità, quindi il ruolo di centrocampista centrale mi si addiceva maggiormente”. La ragazza, per seguire la passione del pallone, è disposta a sacrificarsi facendo avanti e indietro fra due città Toscane: Siena, dove vive con la famiglia, e Pistoia, dove si allena con la squadra arancione. E ascoltando un po’ la storia della centrocampista, fra impegni e passioni, viene proprio da pensare che Gangi sia Costanza non solo di nome, ma anche di fatto: “sono una persona costante e determinata nelle cose che faccio, cerco sempre di portare a termine i miei obiettivi. Ho anche molte insicurezze e, dato che il mio segno zodiacale è il Cancro, sono la prima a buttarmi giù quando ho delle difficoltà, ma riesco sempre a rialzarmi bene”. Cadendo, la goccia scava la pietra per la sua costanza: perseverare è la chiave per il successo, non importa quanto tempo ci vorrà.  

“Tengo il calcio come una passione - ha raccontato l'atleta arancione - certamente vorrei arrivare al mio massimo, ma so anche che adesso non è il momento per provarci: ho un progetto di lavoro che mi limita nel tentare di crescere nel mondo del pallone, infatti sto aprendo una fattoria sociale. Questo percorso, essendo impegnativo, mi vincola anche nello spostarmi per andare a provare altre realtà in cui potrei crescere. La fattoria, fin da quando ero piccola, è sempre stata un sogno: la natura e gli animali hanno sempre fatto parte della mia famiglia, mio zio è veterinario e con i miei cugini abbiamo sempre desiderato questa fattoria, ognuno con i propri ruoli e a contatto con la natura. Dunque ho scelto appositamente l’istituto agrario per indirizzare questo mio sogno e, preso il diploma, sono diventata perito agrario: non amo molto studiare, preferisco lavorare e, una volta terminate le superiori mi sono subito concentrata sul mio progetto, lo porto avanti già da un paio di anni”. L’opportunità per rendere il sogno realtà è arrivata grazie alla vittoria del Bando per giovani ragazzi con la fondazione Monte dei Paschi di Siena, “che ha finanziato l’avvio di questo progetto - ha illustrato la vice capitano - a Monteriggioni alcuni miei amici gestivano un podere e insieme stiamo facendo crescere questa realtà. Ho aperto una cooperativa sociale e, con altri soggetti, stiamo facendo ripartire questo podere con vari progetti. L’ambizione è quella di dar vita ad una fattoria sociale: unire l’aspetto sociale, dato che io sono anche animatrice e ho la passione per i bambini, con l’amore per la natura e lo stare all’aria aperta; vorrei creare un ambiente molto familiare in cui tutti possono venire e sentirsi a casa, ma allo stesso tempo lavorare e fare quello che piace”. 

Ma nel cuore di Costanza non c’è solo la distesa verde della sua fattoria, c’è anche un altro campo: “a Siena, vicino alla casa dove vivo con i miei genitori e mio fratello, c’è il campetto in cui ho iniziato a giocare a calcio. Lo considero il mio posto perché da piccola sono cresciuta lì, ci ho passato molto tempo: ci ho festeggiato i miei compleanni e mi sono allenata con mio babbo e mio fratello che hanno sempre giocato e allenato. Entrambi mi hanno trasmesso la passione per il calcio e in generale la mia famiglia mi ha sempre supportato e sostenuto nella scelta di giocare, non mi hanno mai ostacolato”. Parlando con la vice capitano arancione traspare un grande amore verso i propri genitori e verso il fratello, più grande di quattro anni, con il quale ha un forte legame: “è per me un riferimento molto importante nel calcio e nella vita - ha raccontato Gangi - è il primo sostenitore dei miei progetti e mi dà molta forza, ugualmente mamma e babbo, noi quattro siamo molto uniti”. Questo bel rapporto si vede anche nelle piccole cose: “mio fratello mi tranquillizza sempre prima delle partite - ha detto la numero 17 - mi piace fare il leader, non avverto la responsabilità e il peso di essere vice capitano, anzi mi piace ed è un ruolo che ho sempre ricoperto anche nelle altre squadre, ma allo stesso tempo non devo sentire la pressione su di me. Non devo indirizzare il pensiero alla partita in sé o all’eventualità di sbagliare perché sbaglio ancora di più, gioco meglio quando penso a divertirmi”. 

E Costanza ha fatto proprio del divertimento il fulcro di molte sue passioni: è infatti animatrice all’oratorio, un mondo scoperto grazie al fratello che, come Virgilio per Dante, ancora una volta l’ha guidata verso una nuova esperienza. “Mio fratello, tramite amici, ha iniziato ad andare a giocare a calcio presso l’oratorio salesiano di Siena - ha spiegato - col tempo ha iniziato a frequentare l’oratorio, a partecipare ai campi estivi e a fare l’animatore ai bambini e, dato che si trovava molto bene, ho iniziato anche io. Dato che mio nonno era ebreo, mia mamma non era battezzata e aveva scelto di non battezzare nemmeno noi figli, ma mio fratello piano piano ha iniziato il cammino, ricevendo il sacramento a 18 anni. Successivamente anche mia mamma si è battezzata e infine l’ho fatto anche io lo scorso maggio”. Un’esperienza, questa, così intensa e coinvolgente da spingere Costanza a partire questa estate per una missione in Africa con l’oratorio: “Andrò a Lomé, in Togo - ha raccontato - sto facendo questo percorso missionario, almeno viaggerò con uno scopo. La rete degli oratori salesiani offre molte possibilità: corsi socio-politici, missionari, di educatore; sono nel comitato regionale e organizziamo eventi per tutti gli oratori della regione Toscana”. Ma la vice capitano ha anche la passione per la musica: “la amo fin da quando sono piccola - ha spiegato - suono vari strumenti: pianoforte, percussioni e chitarra. Ho sempre suonato insieme ad un mio amico in cameretta tra di noi, poi un giorno, per il compleanno di una nostra amica, abbiamo pensato di comprare una consolle e provare a fare noi la musica. Da lì è stato tutto un passaparola e siamo arrivati a farlo un po’ più seriamente, ma comunque fare la dj rimane una passione”. 

Dai racconti della ragazza è curioso vedere come tutte le molteplici passioni si colleghino così strettamente, quasi unite da un filo invisibile e perfettamente combacianti in un incastro perfetto, come i puzzle che tanto ama fare. “Con l’oratorio facciamo musical, unisco musica con canto, ballo, suono e anche calcio - ha spiegato - tutti i miei interessi si coniugano bene, inoltre fare tante cose mi aiuta a portarle avanti tutte: quando ci si fissa troppo su una cosa sola poi si rischia che passi la voglia di farla, ma quando mi succede mi dedico ad un altro dei miei interessi, mi ricarico e poi ritorno”. Da buona senese, Costanza va anche a cavallo ed è d’obbligo una domanda sul sacro e intoccabile Palio: “la mia contrada è l’istrice”, ha raccontato e, sempre in tema tradizioni e tipicità, immancabile è un cenno ai pici in tutte le salse e al tifo per la squadra del Siena, anche se “tifo pure Milan - ha detto Costanza - mi ispiro ad Andrea Pirlo, mediano come me”. Ma perché la scelta del numero 17 sulla maglietta arancione? “È la mia data di nascita, in più mio nonno materno è morto proprio il giorno del mio compleanno”, ha spiegato. A lui è dedicato il tatuaggio che la ragazza ha impresso sul braccio: “mio nonno ha dedicato una frase a tutti e sette i suoi nipoti: ‘Leggere è sognare. Scrivere è vivere due volte’, quando ognuno di noi arrivava alla prima media lui regalava un diario segreto con dentro questa frase. Ho altri due tatuaggi dedicati ai nonni: uno, per le mie nonne, è composto da due scritte che rappresentano le espressioni che usano dire quando fanno fatica a mettersi a sedere o ad alzarsi; il terzo ed ultimo tatuaggio è un cuore con il nome dell’altro nonno, Calogero, che non ho mai conosciuto”. 

Prima di vestire la divisa arancione, Costanza ha iniziato il suo percorso nel calcio giocando fin da piccola con i maschietti nel Marciano: “all’interno della squadra - ha raccontato - non mi sono mai sentita esclusa, mi hanno sempre trattato bene e sono sempre stati molto felici di giocare insieme. Al di fuori di questa dimensione anche io ho un po’vissuto il classico ‘è una femmina quindi non le passiamo il pallone’. Successivamente, prima della Pistoiese, ho militato nel Siena Femminile e nel San Miniato Siena, in quest’ultima ho ottenuto la promozione in Serie C vincendo il Campionato di Eccellenza: esperienza fantastica e grande soddisfazione, un’ottima annata e una bella eccellenza composta da squadre forti, è stata lottata fino in fondo. Sono arrivata a San Miniato Siena a 15 anni e ho vissuto tutta la crescita, vincendo anche la Coppa Italia e la Coppa Toscana: abbiamo fatto il triplete, così lo chiamiamo”. 


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