PISTOIASETTE

A Pistoia le società di calcio giovanile sono figlie di un Dio Minore

  • SPORT
  • 13:06, 07/04/25
  • di Franco Giorgi

Prendemmo atto a suo tempo delle buone intenzioni del Sindaco sullo stadio Melani e sul Turchi ma avremmo avuto piacere che si ricordasse, la sua Amministrazione, che esistono anche le altre società. Società piccole e medie che mettono immensa passione e molto denaro nelle casse comunali mediante i canoni di concessione per gli allenamenti e le gare di campionato. Cifre che ammontano a decine e decine di migliaia di euro all’anno. Non sono figlie di un Dio Minore ma hanno anch’esse diritti e necessità di ascolto, perché oltre a esercitare le proprie passioni assolvono anche ad una funzione sociale che si realizza attraverso l’attività ludico-sportiva, attività questa che va incontro agli interessi di tanti piccoli e giovani adolescenti. Grazie a queste svolgono attività fisica tanto necessaria alla loro salute, quell’attività fisica che la scuola non assicura in maniera esaustiva come dovrebbe al contrario di tanti altri Paesi europei. Badate che non parliamo solo di calcio ma anche di volley, di basket, di hockey come di pattinaggio e tanti altri sport. Purtroppo le ultime giunte non hanno fatto molto in questo senso, a parte lavori su alcune palestre o tensostrutture, comunque insufficienti per una richiesta molto elevata rispetto all’offerta. Se poi parliamo di campi da calcio di natura pubblica, qui tocchiamo un tasto non dolente, di più. Eh sì signori, dolente davvero. Pochi e insufficienti, fatiscenti, privi di illuminazione e in certi casi di custodia, al punto che le stesse concessionarie, le società, devono provvedere alla loro chiusura o accensione e spegnimento delle torri faro, attirando su di esse responsabilità che non competono. Quindi becchi e bastonati. Non vi pare un po’ troppo. E poi questi sono privi di idonei ricoveri per lo stoccaggio delle attrezzature, così essenziali per lo svolgimento dell’attività di tecnici e atleti. Non chiedono la luna queste società, chiedono rispetto e attenzione, non solo dichiarazioni evasive, elusive e banali.  Non si risolve la questione come dice l’Assessore Sabella: “Se avete terreni agricoli noi vi diamo il permesso per costruire un’ impianto sportivo”. Vorremmo far notare all’Assessore Sabella che le Società non appartengono a proprietari terrieri o meglio ortovivaisti in genere e neppure posseggono tali denari per poterli acquistare. E poi ancora in quanto tempo fra concessioni edilizie o permessi e tempi di costruzione? E poi ancora li darebbero veramente questi permessi? 

Franco Giorgi
Franco Giorgi

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