PISTOIASETTE

"La rivolta del pane": a Firenze la protesta dei panificatori e pasticceri Confcommercio

Firenze"Panificatori e pasticceri sono in grave affanno per i rincari dell'energia e delle materie prime: serve sostegno immediato da parte delle istituzioni, o molte attività chiuderanno". È quanto afferma Alessandro Cioni, Presidente Assipan interprovinciale Confcommercio, a margine de "La rivolta del pane", la manifestazione – estremamente partecipata – che ieri ha visto sfilare i panificatori e i pasticceri Confcommercio a Firenze, in piazza dei Ciompi, già sede di uno storico tumulto trecentesco. È la denuncia di un malessere diffuso da parte di una categoria che, allo stato dell'arte, si sente sempre più in difficoltà: "avevamo già lanciato un allarme – commenta Cioni – settimane fa, ricordando come, di questo passo, il pane artigianale andrà a mancare dalle tavole dei toscani. Ora la situazione ha assunto contorni ancora più drammatici a causa dei rincari. Le bollette sono sostanzialmente triplicate e tutte le materie prime essenziali, dal lievito alla farina, dal latte alle uova, presentano costi raddoppiati. Siamo scesi in piazza per lanciare un nuovo urgente appello: anche a Prato e Pistoia, come in tutto il resto della regione, siamo arrivati ad un punto di non ritorno. In mancanza di misure rapide ed efficaci da parte delle istituzioni, molti di noi saranno costretti ad abbassare le serrande".

Le prime stime diffuse in questo senso dall'Associazione parlano – su scala regionale - di circa 130 forni a rischio su 1450 esistenti, per una perdita complessiva di circa 520 addetti.

Per questo Assipan Confcommercio ritiene indispensabile l'adozione di provvedimenti urgenti, come l'inserimento delle imprese della panificazione fra quelle energivore, alla luce soprattutto dell'impatto che tale voce di costo ha sul valore della produzione. Si ritiene inoltre opportuno procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas sul mercato TTF, ossia l'indice di borsa del gas sul mercato dei Paesi Bassi, dal quale sarebbe opportuno sganciarsi, oltre a valutare la possibilità di praticare prezzi del gas legati ai contratti di fornitura, cioè sulla base dei prezzi all'importazione, notevolmente più bassi di quelli del mercato TTF. Inoltre – viene rilevato - il contesto economico attuale richiede di riconsiderare l'attivazione della moratoria sui finanziamenti in essere per un periodo di almeno 12 mesi, così come avvenuto in piena emergenza pandemica. "L'auspicio – ricorda Gianluca Spampani, Presidente di Confcommercio Pistoia e Prato – è che questo ulteriore appello amplificato sortisca l'effetto desiderato: la chiusura delle attività si tradurrebbe in un danno economico e sociale estremamente rilevante. Come associazione, ribadiamo la completa disponibilità a mettere in campo tutte le nostre risorse per una collaborazione utile ad uscire dall'impasse: serve però un assist irrimandabile da parte delle istituzioni".

 

redazione

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