PISTOIASETTE

Il mercato fuori dalle vie del Centro, opinioni contrastanti fra ambulanti e negozianti

Poche settimane fa si è tenuto un dibattito fra commercianti e Comune: fra i temi affrontati anche lo spostamento e la riduzione del mercato ambulante nel Centro di Pistoia. Per capire maggiormente le intenzioni di ambo le parti, è stato possibile prendere in esame diverse opinioni, potendo quindi intervistare commercianti e negozianti nelle vie principali in cui il mercato ambulante è presente, via Cavour, via Bozzi e piazza del Duomo. Le opinioni sorte, accomunavano tutti i commercianti ambulanti, infatti come afferma Alberto Tacconi, oltre 14 anni di professione, "Il mercato è linfa vitale del centro storico, perché anche gli stessi bar ne giovano dalla nostra presenza. Anzi, forse è rimasto uno dei pochi mercati che attira più gente in assoluto, mentre snaturandolo e portandolo da un'altra parte lo annienterebbe proprio, come d'altronde è successo in altre città, spostando il mercato dal Centro storico non fanno bene né al Centro stesso né alle piazze." "Dopo un periodo complicato, dal quale si viene fuori, già abbiamo subito uno spostamento per via del Covid-19, dovendo gestire il flusso di persone che inevitabilmente hanno impattato negativamente sull'attività; non siamo come la ristorazione che metteva i tavoli fuori, qui, in un periodo ristretto e in orari ristretti si doveva seguire un numero di persone ridotto. Pensando ora di spostare il mercato si andrebbe a gravare ulteriormente su questa categoria." Continua Giuseppe Nanni che da 30 anni di professione, sottolinea il malessere recepito a fronte degli spostamenti soprattutto nei mesi estivi, vi sono delle collocazioni che sono molto penalizzanti rispetto alla vendita normale, come ad esempio piazza San Francesco, quindi "E' forse meglio trovare una soluzione più vicina alle nostre esigenze, come via Pacini,  che non è tanto ingombrante. E' importante non creare due mercati, cercando di accontentare le esigenze collettive. "Spesso viene ascoltato il parere di uno o due come se fosse il parere di tutti; in questi quindici anni non ho mai riscontrato problemi, sostengo che siamo un qualcosa che porta del bene ai negozi e non del male, perché la possibilità di entrare nei negozi ce l'hanno " afferma Francesco Finocchiaro. 

Si evince perciò secondo il parere di una parte degli intervistati, che il mercato diventa non solo risorsa per il commerciante ma anche per negozianti e bar, anche se nel caso di alcuni negozi come Luisa Spagnoli le vetrine vengono completamente oscurate dai camion, lasciando uno spazio limitato per gli spostamenti. "Personalmente a me non piace il mercato in centro, soprattutto nei giorni del sabato, in più questa disposizione, per noi che siamo una boutique con clienti di un altro target, vedere il retro di questi camion rovina il decoro non solo della città ma anche dei negozi stessi. Per venire incontro anche ai loro interessi, penso che le disposizioni precedenti al Covid-19 erano migliori".  "Non abbiamo paura della concorrenza perché la clientela che compra da noi non compra al mercato e viceversa" afferma Francesca Stasi. Le interviste si concludono con le parole di Lucia Reni che lavorando al Max Mara, afferma: " Da quando è stata posta in essere la normativa che permetteva la circolazione dei mezzi pubblici di soccorso, malesseri vari non ne hanno riscontrato. Anzi nei giorni di mercato, c'è più affluenza di persone, quello è inevitabile, anche se personalmente lo sposterei nelle zone limitrofe solo per una questione di decoro". Non sono solo quindi una parte dei negozi a vedere il mercato come una risorsa ma anche i bar, come il San Giovanni, la cui proprietaria Camilla Giannini esordisce dicendo che il mercato ormai è di vitale importanza "Dopo 17 anni, che lavoriamo in questa attività, siamo diventati amici degli stessi commercianti. La città si riempie, nei giorni del mercoledì e del sabato. Se venisse spostato verso zone limitrofe sarebbe un danno economico non indifferente. Sicuramente comprendo il disagio dei negozianti ai quali viene oscurata la vetrina, ma d'altronde si tratta solo di quattro ore di una mattina due volte alla settimana, non credo faccia tanta differenza. Anzi bisognerebbe trovare il modo di portarci ancora più gente se è possibile, già abbiamo notato una grande differenza negli anni passati quando ancora gli autobus scendevano quasi tutti in piazza Garibaldi, ora con il fatto che fermano in piazza San Francesco (piazza Mazzini) o alla Stazione, soprattutto per le persone anziane è di difficile raggiungimento; abbiamo risentito anche di questo". E' da domandarsi quindi: il mercato rappresenta una risorsa o è una limitazione per i negozi che vengono oscurati, anche se le vetrine hanno comunque modo di essere viste tutti i giorni?

Hajar Ouaid
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