PISTOIASETTE

Barbara Masini presenta il programma del Terzo Polo. Tra lavoro, sanità, fisco e giovani: ecco l'alternativa di Azione

  • POLITICA
  • 10:38, 13/09/22
  • di Alberto Maria Cambuli

Il 25 settembre si avvicina sempre più e il futuro dell’Italia e degli italiani al suo seguito. I temi dibattuti dalle forze politiche in corsa sono molteplici, diversi nei programmi e nelle loro realizzazioni. È assolutamente evidente come a tenere banco, oltre ai punti sull’ambiente e la raccolta dei rifiuti, siano di primaria importanza le questioni sull’energia, la guerra in Ucraina e i rapporti con l’Unione Europea, gli sgravi fiscali, la sanità. Certamente una delle sorprese candidate per il 25 settembre è stata la coalizione del Terzo Polo formata da Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda. Un binomio inimmaginabile fino a poco tempo fa, come più volte ribadito dagli stessi leader dei partiti, assolutamente chiuso dall'alleanza con il PD di Enrico Letta del 2 agosto. Poi ecco la scintilla. L’accordo dei Dem con Alleanza Verdi Sinistra e Impegno Civico di Luigi di Maio ha mandato a monte un accordo già fatto, sottoscritto, firmato, presentato e concluso. Motivo per cui Calenda stesso ha deciso per il dietrofront e guardato quindi all’ammiccante collega fiorentino Renzi, ben disposto a lasciare ampio spazio di manovra all’europarlamentare e leader di Azione. I due ex PD hanno unito le loro forze per stilare un programma di ben 62 pagine, 20 punti e tanti temi per lo più legati alla famiglia, il lavoro, le imprese e i giovani. Per questo abbiamo chiesto a Barbara Masini, passata da Forza Italia ad Azione e candidata capolista del Terzo Polo a Torino-Moncalieri e per l'uninominale al Senato a Prato, Pistoia, Lucca e Massa Carrara, di farci un punto sulla campagna elettorale della coalizione guidata da Calenda e Renzi e l’ampio programma di queste elezioni politiche. 

La Senatrice Masini inizia facendo un punto sul tema che più è stato trattato in questa campagna elettorale: il piano energetico. Il Terzo polo ha infatti stilato una lista di tre punti temporali per cercare di raggiungere l’indipendenza energetica dalla Russia entro dieci anni. Queste le sue parole: “La priorità per noi è quella di attivare quanto prima il rigassificatore di Piombino. Grazie al Presidente Draghi siamo riusciti ad essere meno dipendenti dal gas russo, aprendo un canale con l’Africa Settentrionale e mettendo in moto altre attività per l’ottenimento di fonti energetiche. Ciononostante non riusciamo ancora a coprire tutto lo stoccaggio necessario per arrivare a marzo, aprile 2023; il periodo in cui spesso arrivano i picchi di freddo a causa del cambiamento climatico. Inevitabilmente ci sarebbero così dei costi alti sia per il settore industriale sia per le famiglie. Ovviamente non siamo sicuri che arriveremo ad un’indipendenza totale rispetto alla Russia, ma siamo certi che si debba rafforzare il nostro piano energetico per non essere un Paese debole, questo è stato causato soprattutto da una politica che in questi anni ha sempre messo da parte il problema, addirittura non sfruttando i giacimenti che già avevamo in casa. Una dei responsabili è stata certamente l’opposizione di quelle forze politiche che dicono che i croati vengono ad estrarre il gas dal nostro mare, gli stessi che qualche anno fa si sono opposti, come Meloni, Salvini e Berlusconi. Tuttavia sono loro che per primi hanno fatto ostruzionismo al TAP (Gasdotto Trans-Atlantico) dicendo che ‘la ricchezza dell’Italia è la pesca in mare e il turismo’, una frase senza alcuna logica. Sulla spiaggia di Melendugno, infatti, il TAP non ha deturpato niente e dobbiamo anzi ringraziare che questo ci sia, altrimenti la situazione energetica italiana verterebbe in condizioni ben peggiori di quella odierna. Noi l’indipendenza energetica l’abbiamo anche nei vincoli europei delle emissioni zero 2050, dovendo riuscire ad implementare l’energia rinnovabile il più possibile. Abbiamo quindi individuato nel nucleare di quarta generazione la soluzione possibile, costruito entro i 7 o 10 anni, per arrivare al 2050 con un’alta capacità energetica ad emissione zero, l’unica possibile. La sicurezza del nucleare è radicalmente cambiata e quindi dovremmo investire su questo per poter ricreare le risorse per l’energia del nostro Paese”. 

Oltre ai tre punti tiene banco anche la questione dei termovalorizzatori, per cui, in questi giorni, se ne sta discutendo nella Capitale e non: “Noi spingiamo per i termovalorizzatori a Roma e non solo; a tutto questo aggiungo che ci sarà da fare un lavoro di formazione e cultura sul risparmio energetico e la differenziazione dei rifiuti. È necessario dare una narrazione di coerenza rispetto a quello che si insegna. Serve l’implementazione e lo sviluppo affinché si dicano le cose come stanno, oltre a formare e strutturare la cittadinanza da un punto di vista culturale di fondo che, ad oggi, manca”

Un altro tema cruciale di questa campagna elettorale è stato quello legato alla sanità. Dopo la pandemia del Covid-19 sono emersi tanti problemi apparentemente nascosti del nostro Paese: dalla mancanza di medici e strutture, alle relazioni tra pubblico e privato. “Il rapporto Stato-Regioni nella gestione sanitaria va riformulato e rimodulato -ha affermato Barbara Masini- Crediamo che l’idea sulla sanità debba essere strutturata meglio di come è oggi, andando incontro alle esigenze dei cittadini, senza far passare il messaggio che siamo in competizione col privato, bensì lotteremo per una compenetrazione di servizi tra pubblico e privato senza gravare sui portafogli dei cittadini. Se la struttura privata può offrire un servizio che la sanità pubblica non riesce a fare ben venga, a patto che il servizio sia ad un costo adeguato al cittadino. Gli italiani spendono ben 40 miliardi di euro per la sanità privata: uno Stato che costringe la popolazione a questa scelta significa che ha fallito. Noi lo abbiamo scritto chiaro nel programma; per noi le priorità sono la sanità e la formazione dei cittadini. Questa è molto importante per poter far sì che il cittadino non contribuisca ad intasare la macchina della sanità per problemi di piccola importanza, attraverso una conoscenza di base delle problematiche di salute. Vogliamo in questo modo responsabilizzare i cittadini e non continuare sulla linea degli slogan come hanno fatto altri partiticreando solo stress e paura tra gli italiani. Questo cercheremo di ottenerlo dando grande importanza all’istruzione dei giovani dove noi proponiamo di: allungare il tempo di formazione obbligatoria almeno fino ai 18 anni, ampliare il tempo pieno per la scuola primaria e formare un biennio più o meno comune a tutti gli studenti. Vogliamo che tutti i ragazzi abbiano pari opportunità di partenza, non di arrivo come dice utopicamente il Centrosinistra, per dare democraticamente uno stesso livello culturale a tutti i nostri giovani. Se non interveniamo così condanneremo i ragazzi ad un certo tipo di scelte per il futuro troppo importanti in un’età dove ci sono ancora tante incertezze”.

Riforma fiscale. Anche qui la Senatrice di Azione è molto chiara con le linee guida dettate dalla sua coalizione, per un futuro che veda meno povertà sia per le famiglie che per le imprese dell’Italia. “La nostra ricetta è una riforma graduale col fine di non creare cittadini di serie A e di serie B. Viviamo ancora oggi con un retaggio della politica degli anni ’70 che riguarda sia il dipendete pubblico, sia quello autonomo e libero professionista: le detrazioni devono essere tutte equiparate. Siamo contro la politica dei bonus per favorire una linea più semplice, vogliamo una defiscalizzazione netta per i giovani fino ai 25 anni, una detassazione e uno slittamento degli oneri di impresa per i giovani che aspirano a diventare imprenditori; abbiamo anche in mente delle riduzioni fiscali per gli anziani e le persone con disabilità. Col nostro programma noi pensiamo di tutelare i giovani offrendo loro un’opportunità, spostando tutti gli oneri fiscali e di impresa a tre anni, detassando quindi il reddito del 100% fino a 25 anni e del 50% fino ai 30, per far sì di poter mettere in moto il sistema produttivo. Inoltre c’è la questione degli anziani e dei disabili: noi abbiamo delle formule di sburocratizzazione, imposte più lineari e chiare. Vogliamo semplicità attraverso il buonsenso, arrivando poi ad una tassazione più equa per tutti. Poi se la Flat Tax fosse da applicare ai 100 mila euro di reddito e non più ai 65 mila, non penso possa vedere qualche forza politica opporsi. Tuttavia quella proposta dal Centrodestra diviene conveniente per chi è benestante e non per quelli che hanno un minor guadagno, quindi è un controsenso. Dobbiamo allora cercare di fare in modo che la gradualità fiscale non costringa un cittadino a non voler guadagnare 1000 euro in più, che lo costringerebbero ad entrare in uno scaglione in cui non è conveniente lavorare regolarmente, bensì farlo al nero, entrando in una condizione di lavorare meno. Noi diciamo no a tutto questo perché pensiamo che la produttività debba essere premiata, come per il caso dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), l’azienda che reinveste in società deve essere detassata. Le soluzioni devono essere mirate”.

Sul fronte sicurezza è da sottolinearsi l’annosa questione immigrazione, da sempre punto focale della campagna elettorale del Centrodestra. Così Barbara Masini delinea un quadro su un tema cardine per il futuro del Bel Paese: “La questione della sicurezza non è unicamente un affare di destra ma totalmente opposto. Un Paese sicuro infatti dovrebbe tutelare le fasce più deboli della popolazione, quelle che si possono difendere meno dall’insicurezza del proprio territorio. Sull’immigrazione penso ci siano due problemi da gestire: l’immigrazione incontrollata, figlia della legge Bossi-Fini, che non mette nella condizione di un’immigrazione regolare in questo Paese, in una visione assolutamente antiquata della stessa; al contempo dobbiamo migliorare i nuovi arrivi cercando di integrare al meglio queste persone in un Paese che ha grande bisogno di manodopera entro il 2040 troverà lo stesso numero di pensionati e lavoratori. Noi quindi siamo favorevoli all’immigrazione ma con certe modalità che vanno assolutamente aggiornate, con nuovi accordi con i paesi di origine, incentivando l’arrivo di famiglie, perché è stato dimostrato che in questo modo sia più semplice l’integrazione dei nuovi arrivati. Oggi non sappiamo gestire questo fenomeno anche a causa dello stesso Salvini, il quale ha chiuso gli SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), per favorire i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). I primi erano gli unici progetti ad avere un’utilità importante per l’integrazione di queste persone. Ovviamente riteniamo che sia fondamentale poi dare a queste persone una giusta formazione per vivere in Italia attraverso lo studio della lingua e del lavoro”.

Infine la guerra in Ucraina. Non è nuovo ad alcuno che questo aspetto sia centrale non solo per tutti i temi di cui si è parlato sopra, bensì nei riguardi dei rapporti in Europa e nel Mondo, per una linea, ad oggi, contro la Russia e al fianco di Zelensky e gli alleati tra cui USA, Francia e Germania, a difesa della libertà e la democrazia. Mentre molti partiti convivono, almeno apparentemente, nell’incertezza, il Terzo Polo sembra avere le idee nitide sul da farsi. Così riassume la Senatrice Masini: “Abbiamo una posizione netta sulla questione legata alla guerra, a differenza di Centrodestra e Centrosinistra che non seguono una linea chiara e decisa. Noi non abbiamo imbarazzo di narrazione: uno Stato è invaso, l’altro sta distruggendo e invadendo. Vogliamo mettere i cittadini ucraini nella condizione di essere difesi. Il prezzo del gas in aumento non dipende solo dal conflitto in Ucraina ma anche da una speculazione dei mercati, facendo nascere una catena che ha avuto anche un’origine dal conflitto. La democrazia e la libertà hanno un prezzo, nonostante questo ci costi dei sacrifici. Io vedo un’Europa forte e chiara, almeno quella con cui noi interagiamo grazie all’operato del Presidente Draghi: Francia, Spagna e Germania su tutti. Questa è un’Europa che ha messo in piedi una riforma importantissima come il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), riuscendo a fare un Recovery sulla situazione energetica. Altri invece strizzano l’occhio all’idea di Europa di Orbán; forse questo dovrebbe generare più domande. Per questo il meccanismo in sede di Stato di Consiglio in Europa col voto all’unanimità andrebbe riconsiderato, a seconda della forza strutturale dal punto di vista economico dei Paesi di riferimento. Guardiamo comunque alla grande unanimità ottenuta col PNRR e siamo fiduciosi per il futuro”.

Alberto Maria Cambuli
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