PISTOIASETTE

'Il fiore dei Cedri’: il pluricandidato Nobel Hafez Haidar racconta la vita del poeta Khalil Gibran

Presso il ‘Giardino delle Parole’ a Pistoia, si è tenuta il 21 giugno la presentazione del nuovo libro di Hafez Haidar ‘Il fiore dei Cedri. Vita e miracoli di Khalil Gibran’. L’incontro presentato da Ilenia Vecchio, con la presenza del Sindaco Tomasi a fare gli onori di 'casa' assieme alla titolare della libreria, si è incentrato sulle tematiche del libro e sulle esperienze di vita dello stesso scrittore. Per descrivere una persona come Hafez Haidar qualsiasi aggettivo sarebbe riduttivo, è stato candidato al premio Nobel per la pace e per la letteratura, nominato Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e oltre a questo si è presentato come un uomo di umili origini e portavoce di messaggi di pace e di amore, temi ricorrenti nelle sue opere e in tutto ciò in cui si impegna.

“L’amore è il cuore dell’universo, abbracciamo i libri al posto delle armi, gettiamo l’odio, la violenza e l’indifferenza, poniamo i nostri cuori al prossimo, per conoscere i frutti del bene, con questo voglio dare un messaggio di pace”, si presenta con queste parole, per poi entrare nel vivo della sua 'creatura letteraria'.

‘Il fiore dei Cedri’ si propone con una scrittura in prima persona, con all’interno foto, cartoline e lettere, dunque è come se fosse un diario del poeta Khalil Gibran, con il quale Haidar ha una connessione molto profonda, lo ritiene infatti il suo ‘padre spirituale’. “Sono molto sensibile all’opera di Gibran, il suo primo libro che ho letto, e in realtà non avevo nemmeno i soldi per comprarlo, è stato ‘Le ali spezzate’ e da lì è cominciato il mio attaccamento a lui. Mi ha stregato, lo sento vivere dentro di me, quando scrivo sento che lui mi detta le parole. Entrambi siamo stati costretti ad emigrare dal paese in cui siamo nati, affrontare la fatica e il sudore del viaggio, l’amarezza e la gioia di vivere in una terra che non è la nostra. Io adesso sono innamorato dell’Italia, proprio come Gibran si è innamorato dell’America. Abbiamo affrontato un mondo molto ostile, veniamo entrambi da famiglie povere, abbiamo dunque vissuto le stesse difficoltà. Quello che ho con Gibran è un legame spirituale, storico, di vita”. Anche se vissuti in epoche diverse, Khalil e Hafez hanno avuto esperienze simili e nonostante la durezza delle loro vite condividono lo stesso spirito romantico e pacifico; dalla lettura di questo libro, quindi attraverso la storia di Gibran, sicuramente potremo capire molto anche di Haidar. Ciò che lega i due scrittori, oltre alle esperienze di vita, è un qualcosa di più profondo, che non è facile spiegare a parole, è come se fosse una connessione tra le loro menti che riesce a trascendere il tempo e a manifestarsi attraverso gli scritti dell’autore.

Hafez Haidar ha raccontato del suo successo e de ‘Le mille e una notte’: “quello che vi posso dire è abbracciate la cultura sempre, senza pensare al successo. Io con ‘Le mille e una notte’ non ho avuto successo subito, quando l’ho scritto, sono andato da un editore e mi ha detto che dovevo cambiarlo, dovevo farne un libro per bambini: non ho accettato, non potevo farlo. Nessuno, per un motivo o per un altro, voleva pubblicarlo, poi ho firmato il contratto con la Mondadori. Nel 2001 è uscito il libro e poco dopo è diventato un bestseller. Quando mi hanno detto che Donna Moderna avrebbe pubblicato 100mila copie stavo per svenire. Il successo viene da sé, quando è destino è destino, l’importante è rimanere sempre sé stessi”. Con queste parole l’autore vuole spronare ad avere sempre fiducia in sé stessi, in ciò che si fa e in come lo si fa, perché per ottenere successo e riconoscimenti, non occorre cambiare, è necessario invece credere di stare facendo la cosa giusta. Si rivolge poi ai giovani scrittori e ammette che l’editoria al giorno d’oggi non dà sempre i giusti riconoscimenti, tiene di più alla quantità che alla qualità, a ciò che farà vendere di più; ma non è sempre così, ci sono persone, editori che credono nei giovani talenti e notano il loro lavoro e le loro capacità, e lo premiano. Con la lettura di alcune delle sue poesie, Hafez Haidar conclude la sua presentazione, un incontro che ha permesso di spaziare su diverse tematiche: dalla vita dello scrittore stesso a quella di Gibran, dagli aneddoti sul suo passato all’amore per la moglie, da messaggi di pace a messaggi di speranza verso i giovani; tutto questo raccontato con una semplicità e un’emotività sicuramente non facili da trovare in chiunque.

Alessia Morosi
Alessia Morosi

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