PISTOIASETTE

Spettacolo ed emozioni con i ballerini dell'Opèra di Parigi al Teatro Manzoni

             

Come inaugurare al meglio la nuova stagione di danza al teatro Manzoni, se non con uno spettacolo che ha come uno dei protagonisti, il nostro Francesco Mura? Venticinquenne Pistoiese, che fin da giovane ha nutrito una grandissima passione per la danza, riuscendo a studiare presso la Scala di Milano e ad essere il primo ballerino all'Operà di Parigi. Insomma poterlo avere il 16 ottobre 2022 è stato per la città un grande onore. "Les Italianes de L'Opera" diretto da Alessio Carbone ha visto il talentuoso ballerino esibirsi come "punta di diamante dello spettacolo nella città che lo ha visto nascere". Con lui, sul palco, si sono esibiti ballerini e  ballerine come Calda Mousseigne, Silvia Saint Martin, Antonio Conforti, Guillaume Diop, Lisa Gaillard-Bortolotti, Sofia Rosolini, Alexandre Boccara e Giorgio Foures. Uno spettacolo all'insegna della tradizione francese, passi a due ed eleganza pura. Oltre a vederlo danzare, esibendosi con tanta maestosità è stato possibile anche poterlo intervistare prima dello spettacolo:

Cos'è Pistoia per Francesco Mura e che sensazioni ha provato l'uomo e l'artista nel risalire sul palco che lo ha visto nascere come danzatore dopo tanti anni?

"Per me c'è un affetto grandissimo con questa città, è la mia città natale, che non smetterà mai di esserlo anche se ho vissuto a Milano e per tanto tempo a Parigi, come anche i miei amici e la mia famiglia. Salire sul palco è stato molto emozionante, l’ultima volta era proprio prima che andassi a Milano, ero ancora molto piccolo e ho ancora  ricordi di quando facevamo il saggio e correvo per il teatro. E' un onore per me ritornare qui".

Chi è Francesco quando sale sul palco e ha mai pensato di cambiare stile?

"Cerco di essere il più me stesso possibile, di adattare i pezzi che ballo alla mia vita personale, immaginandomi le esperienze che ho vissuto, piuttosto che di fare finta di essere un personaggio che alla fine non sono". "Per il momento no - prosegue Francesco Mura - faccio danza classica e trovo che non sono ancora andato abbastanza in fondo per poter dire di passare a qualcos'altro".

Chi ringrazierebbe per esser arrivato fino a qui?

"Prima, i miei genitori, la mia famiglia, per il supporto che mi hanno dato, soprattutto quando ero fuori, a Parigi, ci sono anche tante difficoltà che uno si trova davanti, ci sono delle volte in cui uno si sente un po' demoralizzato o ha un po' di dubbi, capita di non credere più in se stesso, di avere anche dei dolori fisici o infortuni, ma al tempo stesso devi avere questa fede di dire no, di dire continuo perché mi piace come quando ero piccolo. Ringrazio anche Alessio Carbone, che da quando sono entrato - continua il nostro Francesco - ha sempre creduto in me e sempre avanzando mi ha fatto fare tantissima esperienza. Spero che dopo questo spettacolo, anche le persone che non hanno mai visto dei passi di danza, possano uscire contenti o ispirati in qualcosa". L' intervista a Francesco Mura termina qui, possiamo affermare che lo spettacolo ha suscitato tanto entusiasmo da parte del pubblico, è stato un insieme di spettacolo, emozioni, gioia e tristezza, scena dopo scena.


Hajar Ouaid
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