PISTOIASETTE

Esclusiva al Manzoni: "Dulan la sposa" di Melania Mazzucco

Dopo il successo de Le sediee Ifigeniae Oreste, Valerio Binasco dirige un testo di Melania Mazzuccodalle forti tinte noir, DULAN LA SPOSA, nuova produzione del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, che i Teatri di Pistoia ospitano in esclusiva per la Toscanaal Teatro Manzoni di Pistoiasabato 3(ore 21) e domenica 4 dicembre(ore 16), quarto appuntamento della Stagione di prosa. Sul palco, Valerio Binasco, Mariangela Granellie Cristina Parku; scene, costumi e luci sono firmati, rispettivamente da Maria Spazzi, Katarina Vukcevic, Alessandro Verazzi.

Valerio Binasco, dal 2018Direttore artistico del Teatro Stabile di Torino, è considerato tra i più autorevoli esponenti della scena teatrale italiana, come testimoniano anche i numerosi premi ricevuti (cinque premi Ubu, due premi dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, un premio Le Maschere del Teatro Italiano, un premio ETI Gli Olimpici del Teatro, un premio Linea d'ombra e un premio Flaiano). Proposto nella Stagione 22/23 dello Stabile di Torino lo scorso ottobre nella sua prima trasposizione per il palcoscenico,Dulan la sposaè la storia di una coppia in luna di miele su una nave, tormentata dal fantasma di una ragazza trovata morta nella piscina del condominio eletto a loro nuovo domicilio. Dialogo dopo dialogo, tra loro emergono inquietanti interrogativi: chi era quella giovane donna? L’uomo la conosceva? Si è trattato di un suicidio o di un atto violento? In questa spirale di domande e congetture l’immagine di una sposa orientale si insinua all’interno della storia. “Dulan” è la parola indiana che indica la sposa.

Melania Mazzuccoha vinto il Premio Strega nel 2003 conVita. Da Un giorno perfettoè tratto il film omonimo, per la regia di Ferzan Özpetek. «La scrittura appartiene per me al principio del piacere, dunque la frustrazione è respinta dal suo orizzonte. Le difficoltà sono invece molte – scrive Melania Mazzucco –. Trovare il cuore di una storia e dover sacrificare decine di pagine o personaggi ben riusciti che però non c’entrano. Azzeccare il tono giusto di una scena. Il tempo verbale di un racconto, la prospettiva, il lessico appropriato. Ogni volta bisogna ricominciare tutto daccapo. Ho una forte coscienza della differenza e, per quanto posso, diffondo e divulgo, studio e lavoro sull’attività delle donne scrittrici o artiste del passato, consapevole della necessità che le donne artiste riescano a diventare “tradizione”. Non un caso letterario né un gruppo omogeneo da antologizzare come se fosse una riserva di caccia, ma voci importanti, talvolta decisive della nostra cultura, e troppo presto dimenticate o emarginate. Come scrittrice, mi gratifica scrivere una storia che significhi qualcosa per la vita di chi legge, in cui si riconosce, si ritrova, si rivela. Come donna, che chi mi sta accanto sia felice di dividere il viaggio della vita con me.» Nel corso della sua carriera, dedicata soprattutto alla prosa, ma anche al cinema e all'opera, Valerio Binasco ha saputo coniugare ricerca e rigore estetico con uno stile registico sempre capace di entrare in relazione con il pubblico: si è distinto, infatti, sia per la rilettura innovativa e originale dei grandi titoli del repertorio, sia per l'attenzione alla drammaturgia contemporanea (di riferimento sono le sue regie di testi di Fosse, Pinter, Ginzburg, McDonagh, Paravidino, McPherson), sia per la formazione dei giovani talenti, oggi focalizzata nella direzione della Scuola per Attori dello Stabile di Torino. Tra le sue regie per il Teatro Stabile di Torino figurano: Don Giovanni, Amleto, Arlecchino servitore di due padroni, Rumori fuori scena, Il piacere dell’onestà, Le sedie, Sogno di una notte di mezza estate.


redazione

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