Protagonista del prossimo appuntamento della Stagione 2025/26 del Teatro Pacini di Pescia, promossa dall’Amministrazione comunale con Fondazione Teatri di Pistoia, è Daniele Pecci, popolare volto del teatro e cinema, in questi giorni anche sugli schermi TV con la fiction "Una nuova vita". Pecci sarà in scena sul palco del Pacini venerdì 13 febbraio (ore 20.45) con DIVAGAZIONI E DELIZIE. PARIGI, 28 nov. 1899. Una serata con Sebastian Melmoth (Oscar Wilde) di John Gay, omaggio al grande scrittore e drammaturgo Oscar Wilde e dialogherà col pubblico nel corso dell’incontro alla Fondazione Poma alle ore 18 (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Lo spettacolo, prodotto da TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con Shakespeare & Co e Teatro Maria Caniglia, si avvale dei costumi di Alessandro Lai e delle musiche originali di Patrizio Maria D’Artista.
Pecci, che firma anche traduzione e regia, dà vita ad uno spettacolo poetico, ironico e struggente, dove la caduta diventa racconto e la ferita memoria viva.
Un testo, composto integralmente da
scritti di Oscar Wilde, siano essi romanzi, brevi racconti, commedie,
saggi, lettere o semplicemente aforismi. Gay ha inventato il presupposto per
cui Wilde, nell’ultimo anno della sua vita (1899), uscito dal carcere ed
esule in Francia, stanco, grasso, malato e completamente in bancarotta, per
cercare di tirare avanti, affitta piccole sale teatrali per dar spettacolo di
sé, presentandosi al pubblico parigino come il ‘mostro’, ‘lo scandalo vivente’.
Una sorta di conferenza autobiografica, a tratti interrotta da piccoli colpi di
scena, happenings e contrasti con i due inservienti/macchinisti del teatro.
Seppur velata da una costante
malinconia e da un sarcasmo feroce, la prima parte del testo scivola via fra
vecchi ricordi, aneddoti, e racconti spesso molto divertenti. La seconda parte
invece, attinge a piene mani dal quel doloroso e terribile atto d’accusa che è
il De Profundis. Il fatale amore per
Lord Alfred Douglas, il processo, il carcere, gli ultimi anni esule tra la
Francia e Napoli, la malattia e il presagio della morte ormai imminente.
Scritto negli anni ’70 e interpretato
con enorme successo a Broadway e poi in tutto il mondo da Vincent Price, in
Italia è famoso per una fortunata edizione di Romolo Valli del 1978 per la
regia di Giorgio De Lullo.


