PISTOIASETTE

Il Bolognini apre la stagione teatrale 2020

 

Il ricco cartellone della Stagione Autunno – Pistoia 2020 apre con il primo spettacolo della sezione  “Altri Linguaggi”, martedì 27 ottobre (ore 21) al Piccolo Teatro Mauro  Bolognini: Scannasurice, prodotto da Elledieffe e Teatro Elicantropo, bellissimo testo che nel 1982 segnò il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete. Nel 2015 è stato messo in scena da Carlo Cerciello che ne ha affidato l’interpretazione ad una straordinaria Imma Villa (Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017 come Migliore Interprete di Monologo). Tra i vari riconoscimenti, lo spettacolo si è aggiudicato il Premio della Critica (A.N.C.T) e il Premio Annibale Ruccello nel 2015.

Ambientato dopo il terremoto del 1980 a Napoli, Scannasurice è una sorta di discesa agli 'inferi', di un personaggio dalla identità androgina, nell’ipogeo napoletano dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi ̶ metafora dei napoletani stessi ̶ e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata, fisicamente e metafisicamente. Il personaggio fa la vita, 'batte'. I femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Oltre l’identità sessuale, sono quasi magiche. Per questo ne è interprete un’attrice che del personaggio esalta l’ambiguità e l’eccesso.

In un dialetto lirico e suggestivo, la creatura a metà tra l’osceno e il sublime distilla imprecazioni esilaranti, filastrocche popolari e antiche memorie in un’alternanza di ritmi e di sonorità rendendo un testo ed uno spettacolo propriamente caratterizzato dalla parola profondamente affascinante. Cerciello coniuga qui i due finali scritti da Moscato in due momenti successivi: il primo nel 1982, il secondo, su impulso di Annibale Ruccello che ne fece la regia due anni dopo. Di una morte simbolica comunque si tratta, nel segno di un pessimismo che lascia poche vie di fuga.

 

Dalla rassegna stampa dello spettacolo:

 

 [...] straordinaria Imma Villa. Grazie a lei il pubblico, emozionato, commosso, turbato, ferito, esaltato, scopre la gioia ed il dolore di condivisioni che a volte ci concede il teatro. Accade raramente ed è un prodigio ed un dono. E gli applausi sembra non debbano mai avere fine.

Giulio Baffi, la Repubblica


Uno spettacolo che onora la drammaturgia, e la sonorità fosca d'un dialetto lirico.

Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica


[...] Una lingua aperta alla contaminazione, che danza in maniera vitale con le parole per ricomporre un universo suo proprio. E non a caso si esprime nella forma pre-drammatica del monologo che impegna l'interprete, una bravissima Imma Villa, a innescare un dialogo continuo con lo spettatore.

Gianni Manzella, il Manifesto


Cerciello, ancora una volta con lucida intelligenza, punta sulla radicalizzazione del dettato moscatiano [...] un'Imma Villa semplicemente strepitosa: carnale, ironica rabbiosa, sperduta e tenerissima, dona una sanguigna e appassionata verità sia ai tarocchi che Cerciello le fa appendere a una corda per richiamare con altrettanta ironia i proverbiali panni stesi ad asciugare sia alla Bella 'Mbriana e al Munaciello evocati da Moscato come vie di fuga dalle macerie della realtà.

Enrico Fiore, Il Mattino


È invece già un piccolo classico Scannasurice di Enzo Moscato interpretato da una straordinaria Imma Villa [...] Testo bellissimo e spettacolo fascinoso.

Gianfranco Capitta, il Manifesto

 

Scannasurice di Moscato si basa su un’efficace invenzione visiva (…) la bravissima Imma Villa striscia evocando una figura dall’incerta connotazione sessuale. Il virtuosismo verbale dell’attrice fa del napoletano stretto una musica incalzante, ma in gran parte insondabile.

Renato Palazzi, Sole 24 ore

 

Sono ticinese. Eppure ho assaporato ogni parola, ogni gesto E ho capito le parole, aiutate dal gesto scenico. Ho capito i pensieri, coinvolti dalla forza attoriale. Ho capito la tradizione, seppur lontana dalla mia

Roberta Niccolò, Timmagazine Lugano


redazione
Il Bolognini apre la stagione teatrale 2020
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